I Missoni e la seduzione del processo creativo

Luca Francesco Ticini

L'immaginazione è più importante della conoscenza
Albert Einstein

La creatività ha lo scopo di esprimere i sogni e le verità dello spirito umano
Roberto Capucci

L'arte pittorica, la musica, la letteratura e l'architettura, così come ogni altra attività umana, sono il frutto dell'organizzazione della nostra mente. Come riconobbe anche il genio toscano Leonardo da Vinci, scrivendo "La pittura è cosa mentale", l'attività del cervello è la fonte dell'immaginazione a cui attingono artisti, filosofi e scienziati. Sono passati secoli, ma non siamo ancora in grado di capire cosa realmente distingua l'essere creativo.

Ciò nonostante, grazie alle moderne tecnologie di ricerca, oggi possiamo esplorare alcuni principi dell'attività percettiva sulla quale si leva la vivacità dell'immaginazione. Con queste primarie conoscenze sull’incredibile complessità della natura umana, vale la pena di riflettere sull'opera di artisti e stilisti. Ho seguito con particolare interesse l'attività artistica dei Missoni, riscontrando che forse in nessuna occasione è stato scritto esplicitamente sulla relazione fra il loro lavoro e l'attività creativa del cervello. Perciò, ho accettato con entusiasmo l'invito ad annotare per il presente catalogo alcune riflessioni di carattere neurobiologico, poiché ritengo questa un'occasione speciale per avvicinare due mondi solo apparentemente molto distanti: l'Arte e le Neuroscienze. Più in particolare, questo intervento si inserisce in una ricca attività di dialogo e ricerca, chiamata Neuroestetica, nata per cercare di comprendere meglio la natura dell'uomo ed accostarsi ai segreti della mente attraverso uno scambio di opinioni ed esperienze fra scienziati ed artisti.

Arte e cervello

L'uomo deve sapere che dal cervello e solo dal cervello provengono gioie e piaceri, risate e divertimenti, dolori e tristezze, sconforto e lamenti. Attraverso il cervello, noi pensiamo, vediamo, ascoltiamo e distinguiamo il brutto dal bello, il male dal bene, il piacevole dallo sgradevole.
Ippocrate, V secolo a.C.

L'artista ritrae le passioni, le emozioni, i piaceri dello spirito. Egli traduce l'amore per le cose belle in forme e colori permettendo alla bellezza dell'Arte - parafrasando Oscar Wilde - di offrire "gioia all'anima attraverso i sensi". Tuttavia, i sentimenti d'amore, d'odio e persino l’abilità di creare ed apprezzare l'arte riflettono specifiche proprietà e leggi del cervello. Per questo motivo non è riduttivo associare al cervello, come già aveva compreso Ippocrate, il genio umano e le sue magiche fantasie, le intuizioni artistiche e scientifiche. Allo stesso modo, l'inusuale approccio neurobiologico nella lettura delle produzioni dei Missoni non deve essere interpretato come un tentativo di spiegare in termini scientifici le nostre emozioni e percezioni davanti ad una loro creazione, ma piuttosto come un contributo per capire in modo più generale il lavoro dell'artista, raccontando nel contempo qualcosa di interessante sul cervello.

Percezioni comuni: dalle forme alle righe

Cosa succede nella nostra mente quando siamo di fronte alle creazioni di Missoni? Senza dubbio l'esperienza estetica è molto variabile: l'emozione dell'artista e l’emozione suscitata nell’animo di chi ammira, la creatività e le percezioni, sono fenomeni influenzati da numerosi fattori quali il patrimonio genetico, l'esperienza personale e l’ambiente culturale in cui l'individuo si sviluppa.

Tuttavia, a dispetto di queste differenze, siamo tutti concordi nel definire "capolavori" le creazioni di particolare pregio. Ciò accade quando un'opera esprime quel concetto e quell'ideale che siamo tutti in grado di riconoscere grazie all'esistenza di processi fisiologici comuni ad ogni individuo della nostra specie e sui quali l'inventiva artistica poggia le basi. Per esempio, dinanzi ad una creazione artistica ovvero nell'ascolto di una certa musica, nella degustazione di un buon vino, nel vestire un abito Missoni o nella vittoria in una competizione sportiva (Ottavio Missoni lo deve sapere bene), ci sentiamo particolarmente stimolati dato che il cervello produce una quantità variabile di dopamina, molecola che media la sensazione di piacere. Anche l'artista appassionato che lavora, ritraendo in figure di stile le emozioni, passioni e sentimenti, è in uno spirito euforico perchè il suo cervello è irrorato di dopamina.

[…] basta riuscire a riconoscere l'essenziale, ed osare esprimerlo, ma questo significa senza dubbio dir molto con poche parole
Wolfgang Goethe

In generale, l'arte non riproduce fedelmente la Natura, bensì ritrae il concetto che il cervello ha generato selezionando le informazioni essenziali degli oggetti che ci circondano e trascurando gli elementi superflui. L'opera, quindi, è la rappresentazione mentale dell'oggetto e delle sue proprietà universali. Questa semplificazione verso l'essenziale induce gli artisti a sperimentare la trasformazione delle forme complesse per giungere ad una raffigurazione astratta che non perde tuttavia la capacità di rappresentare la realtà. Anche per i Missoni, la stilizzazione del motivo naturalistico è una rappresentazione del concetto e poiché ogni cervello genera la propria rappresentazione concettuale in modo simile, queste raffigurazioni sono comprensibili a tutti e ci permettono di comunicare emozioni.

E poi le righe sono infinite, come i colori
Ottavio Missoni

La ricerca degli elementi essenziali e costanti ha portato gli artisti, soprattutto durante il XX secolo, ad esplorare i limiti dell'astrazione utilizzando le linee rette come elemento cardine e sfruttandone le funzioni espressive in modo totalmente astratto dalla rappresentazione figurativa. Fra questi artisti è doveroso ricordare Piet Mondrian, che creò un disegno di rette ortogonali fra loro nel desiderio di rappresentare le verità costanti ed i costituenti essenziali delle forme. Anche in molte opere grafiche su carta e tessuti dei Missoni riconosciamo un incalzarsi parallelo di rette e spigoli, zig zag e greche, che generano una piacevole complessità di righe e colori.

Utilizzando un linguaggio figurato semplice ed immediato - quello delle righe e dei colori, appunto - i Missoni hanno conquistato il cuore di molti ed hanno attraversato mezzo secolo d’attività creativa senza subire la corruzione del tempo. Forse il motivo del loro successo è la stessa riga che, dapprima imposta da un limite tecnico delle macchine di maglieria, è divenuta in seguito una consapevole scelta di stile. L'affermazione delle creazioni a righe non è fortuita, almeno in termini biologici, poiché le opere "a righe" hanno un'importante caratteristica che molti definiscono "astrazione della forma". L'astrazione è il primo atto che il cervello compie durante la percezione. L'astrazione è una ricerca delle caratteristiche essenziali e costanti di ciò che si presenta ai nostri occhi ed è la prima occasione che lega il mondo esterno con quello raffigurato nella nostra mente. Nel caso della forma, l'astrazione ha principio con l'attività di un gruppo di cellule nel cervello che rispondono alle linee rette con orientamento specifico. Oggi, queste cellule sono considerate gli elementi base nella percezione di tutte le forme e sono quelle cellule stimolate da alcune opere di Mondrian e dei Missoni come, ad esempio, l'opera grafica Manhattan di Ottavio Missoni. I Missoni sono celebrati soprattutto per le loro cromie, ma l'effetto diretto delle righe sulla percezione dei colori è rilevante ed incisivo. L'apparente semplicità delle loro righe riflette l’universalità dei primi passi che ogni cervello compie nell'elaborare le forme e forse questo è il motivo che ha reso il loro stile universalmente amato. Un utilizzo appropriato delle righe astratte amplifica l'importanza del colore e lo esalta, liberandolo dai confini e dalle tensioni imposte dalle figure complesse e permettendo alla mente di viaggiare velocemente sull'elemento lineare. Di conseguenza, attraverso la riga, la nostra attenzione si focalizza principalmente sulla cromia e ciò avviene per un motivo fisiologico: le cellule che astraggono la forma non sono interessate al colore della linea e separano la percezione della forma da quella del colore.

(continua su richiesta)